"L'incremento degli ingressi di minori stranieri a scopo adottivo registrato in Italia nel corso del 2008 rappresenta un segnale importante. Se è vero, infatti, che l'andamento delle adozioni internazionali dipende spesso da variabili che fanno capo alle decisioni prese in autonomia dalle istituzioni dei Paesi di provenienza, l'aumento del numero di bambini stranieri che hanno trovato famiglia in Italia riflette la qualità e l'efficacia del lavoro portato avanti dalla Commissione per le adozioni.
E' un lavoro che ci vede impegnati su più fronti contemporaneamente, a partire dalla costruzione e dal rafforzamento delle relazioni con le Autorità centrali e le istituzioni di diversi Stati esteri.
Le novità più significative in questo senso sono l'accordo bilaterale firmato recentemente con la Federazione Russa, il primo di questo tipo siglato da Mosca, e l'andamento positivo della cooperazione con la Cina dopo l'intesa del 2007, che ha consentito il deposito di numerosi fascicoli e porterà a breve ai primi abbinamenti di coppie italiane a minori cinesi.
L'attenta gestione dei rapporti con i Pesi di provenienza dei minori è testimoniata anche dalle recenti missioni in Ucraina, Vietnam e Brasile,che si sono rivelate preziose per mettere a fuoco i problemi e le peculiarità dei contesti in cui la Commissione e gli Enti autorizzati devono operare.
Il contesto di dialogo cone le nostre controparti all'estero - in stretta sinergia con il ministero degliAffari Esteri, con le nostre ambasciate e con gli enti italiani accreditati a operare in ciascun Paese - rappresenta del resto un elemento fondamentale per garantire risposte certe e tempestive alle coppie in attesa e assicurare allo stesso tempo l'assoluto rispetto dei diritti dei bambini adottati.
Molto è stato fatto anche sul fronte interno, a partire dai nuovi criteri per l'autorizzazione dell'attività degli enti e la compilazione del relativo Albo, pubblicati a inizio dicembre sulla Gazzetta Ufficiale.
Ritengo che questa novità debba essere considerata l'inizio di una nuova fase, nel segno di una maggiore trasparenza nel rapporto tra enti autorizzati e aspiranti genitori, che grazie all'introduzione della "carta dei servizi" potranno finalmente conoscere con chiarezza l'insieme dei servizi offerti e degli adempimenti necessari per percorrere fino in fondo la strada, spesso lunga e tortuosa, dell'adozione internazionale.
I buoni risultati raggiunti nel corso del 2008 rappresentano, però, soltanto un punto di partenza.
Il panorama delle adozioni, infatti, è in costante aumento e richiede la massima collaborazione da parte di tutti gli attori coinvolti:tribunali per i minorenni, assistenti sociali, operatori degli enti autorizzati.
La Commissione dal canto suo proseguirà nella sua funzione di indirizzo, coordinamento, supervisione e monitoraggio, che anche quest'anno si è concretizzata in una serie di iniziative importanti.
Penso, per esempio, al programma formativo sui tempi dell'attesa organizzato a Firenze, che rispecchia la nostra convinzione che il tema dell'adozione debba essere affrontato da varie prospettive, per arricchire il bagaglio di competenze di tutti coloro che, a vario titolo, si occupano di adozione internazionale, offrendo tutte le informazioni utili per lo svolgimento del loro compito, nell'interesse superiore dei bambini e delle famiglie che li adottano.
Il focus pubblicato in questo numero del notiziario è dedicato ai bambini con bisogni speciali, e mi sembra mettere bene in luce - così come quello sull'adozione di fratelli pubblicato sul notiziario precedente - la complessità delle questioni con cui dobbiamo misurarci.
Spesso, infatti, nel dibattito pubblico il tema delle adozioni tende ad essere declinato, con un po' di superficuìialità, in temi esclusivamente quantitativi.
La realtà concreta con cui abbiamo a che fare quotidianamente, invece, è molto più articolata e richiede risposte mirate, volte ad assicurare a tutti i bambini - anche quelli più grandi o disabili - il diritto a crescere, circondati dall'affetto, di una famiglia e non dentro un istituto.
Per bambini con bisogni speciali occorrono genitori altrettanto speciali, e le coppie italiane in questo senso hanno già dimostrato una grande sensibilità, come ci viene costantemente riconosciuto dalle autorità dei Paesi di provenienza dei minori.
Come presidente della Commissione per le adozioni internazionali rivolgo un augurio per il 2009 a tutti gli operatori e alle famiglie adottive ed esprimo l'impegno della politica e della Commissione a sostegno di ogni sforzo per ampliare e arricchire la disponibilità all'accoglienza nel nostro Paese. "
Carlo Giovanardi