"La Cooperazione italiana in Colombia è iniziata nel 1971 e fino alla metà degli anni ’90 si è caratterizzata per il numero e il valore rilevante degli interventi.
Successivamente il nostro impegno è diminuito in maniera considerevole, sia a causa delle restrizioni degli stanziamenti a favore dell’America Latina, sia a causa della realtà socio-politica e della guerriglia interna che hanno reso difficile la realizzazione di interventi di cooperazione.
L’Italia ha partecipato nel luglio 2000 alla conferenza internazionale di Madrid per discutere delle prospettive del processo di pace adottato dal Governo colombiano sotto il nome di Plan Colombia che affronta i temi della pace, dello sviluppo umano e della lotta al narcotraffico.
Tale piano resta estremamente controverso in ragione della sua componente militare che si teme possa portare ad una recrudescenza della conflittualità interna.
A Madrid, conformemente all’impostazione adottata in sede europea, l’Italia ha espresso la disponibilità a finanziare progetti di sviluppo che siano stati concordati con tutte le componenti interessate della società civile colombiana e che si realizzino quindi in un quadro di partecipazione che ne assicuri la sostenibilità politica, economica e sociale.
La cooperazione italiana è principalmente attiva nella realizzazione di iniziative a sostegno della pace e a favore dei processi di democratizzazione nel Paese." **
I progetti degli enti autorizzati
Ente capofila: AIBI
Le azioni da implementare sono
1. formazione dell’Equipe italiana Aibi-Veneto al personale (ICBF regionale bogota’) che supervisiona gli hogar (scambio di esperienze sul modello affido e adozione in Italia, e in particolare su quali sono gli indicatori a cui il personale colombiano dovra’ prestare attenzione quando incontrano tali genitori o il bambino: problemi di vita quotidiana, comportamento del minore, come lo si prepara all’adozione, etc.)
2. i formatori terranno un laboratorio con il personale su menzionato su come si lavora in gruppo con le famiglie e gli adolescenti
3. testimonianza famiglia italiana sull’affido.
Il personale formato, affiancato da uno psicologo esperto in psicología di gruppo, gestirà i laboratori con i genitori degli hogar sustitutos
Ente capofila: CIAI
Partner locale: Arca di Noè Comunità Padri Somaschi
Enti partecipanti: Istituto La Casa, Ass. Amici Trentini e Ass. Senza Frontiere.
Il Progetto aveva durata biennale e si è svolto nella Regione di Narino, nella città di San Juan de Pasto.
Il progetto era rivolto a ragazze di strada dai 12 ai 17 anni in stato interessante o con bambini piccoli e prevedeva l’apertura di un centro di accoglienza e recupero per ragazze madri e i loro figli e un’attività di formazione lavoro.
Obiettivo di tale progetto era quello di contribuire alla riduzione del fenomeno dell’abbandono di minori e il reinserimento sociale delle madri adolescenti e dei loro figli, all’interno del quadro istituzionale e delle politiche sociali promosse dall‘Instituto Colombiano de Bienestar Familiar.
Nell’ambito del sostegno a distanza Senza Frontiere Onlus porta avanti da molti anni il Progetto denominato "Mondo Migliore" " finalizzato alla prevenzione dell’abbandono, al sostentamento e all’istruzione dei bambini bisognosi nei loro Paesi d’origine.
In Colombia, a Puerto Claver – Antioquia, con il contributo degli sponsor è stato possibile istituire la" Fundacion Padrinos Sin Fronteras" nella quale, tramite il sostegno a distanza vengono aiutati 56 bambini, fornendo loro gli alimenti, che vengono preparati sul posto, aiuto nello studio, attrezzature scolastiche, costo accademico.
Attualmente collabora come partner al Progetto di Microcooperazione Internazionale "Ayudamos a la Familia" presentato dall’ente "SOS Bambino I.A. Onlus" di Vicenza, tramite il quale intende dotare la "Fundacion Padrinos Sin Fronteras" di Puerto Claver di altre urgenti e necessarie attrezzature e aiutare molti altri bambini.
Ente capofila: S.O.S. BAMBINO I.A. O.N.L.U.S.
Altri enti: SENZA FRONTIERE, LA CASA
Definito progetto di prevenzione dell’abbandono perché non si limita ad interventi di carattere assistenziale, ma attiva azioni di promozione umana integrale e coinvolgono non solo i bambini, ma tutta la famiglia.
Il progetto è rivolto a tutti i minori d’età fra zero e 12 anni residenti nella Zona 4 "San Cristòbal"- Barrio Juan Rey, Bogotá DC – Colombia che si trovano in grave situazione di rischio personale e sociale, che provengono dalla vita di strada e che hanno sofferto abusi fisici e psicologici.
Il progetto in corso prevede un miglioramento della qualità dell’ attività attualmente svolta nel centro Centro S. Riccardo Pampuri, attraverso l’incentivazione degli operatori locali all’individuazione e messa a punto di adeguati strumenti e metodologie di lavoro ad opera di una equipe di esperti.
Queste le attività previste dal progetto:
Il progetto è indirizzato inoltre alla sensibilizzazione della società in generale, attraverso le sue più svariate rappresentazioni, persone e gruppi familiari, attraverso orientamento e supervisione che hanno lo scopo di attuare, assieme alle famiglie in difficoltà, un processo di ritorno interno di relazionamento e di comunicazione, di dimensione educativa e, in definitiva, della formulazione di un nuovo progetto di vita.
Le azioni previste sono quelle di appoggio e di orientamento, facendo riferimento a tutte le organizzazioni istituzionali disponibili.