Adottare passo dopo passo

Dentro la scuola

Il sistema educativo pubblico indiano mostra evidenti carenze dal punto di vista qualitativo e quantitativo. L'offerta scolastica è insufficiente rispetto al numero elevato di bambini e bambine in età di obbligo scolastico e la qualità dell'insegnamento si rivela inefficace e inadeguata in rapporto agli standard educativi odierni.

La maggioranza dei ragazzi e delle ragazze che terminano l'obbligo scolastico raggiunge appena il livello basilare di competenze nell'abilità di lettoscrittura. Il fenomeno più marcato rimane l'abbandono scolastico che va dal 40% fino al 75% nell'intero Paese.

La scuola materna
La frequenza dei bambini alla scuola materna varia in relazione al ceto sociale di appartenenza. Molte delle scuole materne esistenti sono private. Nelle scuole private i bambini frequentano dalle 8.30 alle 12.30 o alle 14.30. Non esiste il servizio mensa e, quindi, devono portarsi il pranzo da casa.

Nelle scuole pubbliche i bambini frequentano dalle 9 fino alle 16 e usufruiscono della mensa scolastica. Le strutture scolastiche talvolta sono carenti di spazi verdi e di attrezzature distinte per le attività. Nella fascia prescolare l'approccio didattico privilegia le attività ludiche e artistico-espressive. Nell'ultimo anno si svolgono attività propedeutiche alla scuola primaria.

Nella scuola materna il rapporto alunni-docenti è in media di due insegnanti per ogni gruppo di bambini. La maggioranza degli insegnanti sono donne.

 

La scuola primaria
La particolarità del contesto indiano dove le condizioni socioeconomiche compromettono notevolmente l'offerta dello standard educativo, ha dato vita a soluzioni educative che tengono conto delle specificità culturali locali e del contesto socioeconomico privilegiando aspetti a volte trascurati dalle programmazioni ufficiali dei ministeri.
Secondo le direttive del Dipartimento dell'Istruzione (Department of Education 1999) in alcuni Stati le amministrazioni locali sono collegate con gli istituti scolastici per favorire una programmazione che tenga conto dei contesti locali e faciliti la partecipazione delle microcomunità alla vita scolastica.

In molte zone rurali e urbane sono stati istituiti i Comitati per l'istruzione locale (Village Education Committees - VEC), responsabili del reclutamento e della frequenza degli alunni, del funzionamento delle strutture scolastiche e del monitoraggio del corpo docente. In questo contesto di sviluppo di comunità si sono sviluppate metodologie pedagogiche mirate al recupero dei bambini di strada e dei "baby lavoratori".
Per esempio nei programmi dell'apprendimento con gioia" una componente non trascurabile è la sensibilizzazione dei genitori verso l'accettazione del principio che i minori non devono lavorare ma frequentare la scuola, per il miglioramento della qualità della loro vita e della loro famiglia.
L'altra componente è il coinvolgimento attivo dei bambini in situazioni educative che li guidino dal concreto all'astratto, dal conosciuto allo sconosciuto, in modo da impadronirsi gradualmente me senza fatica di un numero sempre maggiore di concetti.

Il libro di testo è sostituito da "azioni" di lavoro, di gioco e di sperimentazione.
L'intera comunità è coinvolta nella gestione organizzativa delle scuole. Gli insegnanti sono membri della comunità stessa, le aule sono facilmente raggiungibili da tutti i villaggi. I corsi durano tre anni e mezzo e permettono l'accesso al corso di istruzione formale.
Gli insegnanti seguono un corso base presso l'Istituto di istruzione statale e frequentano incontri mensili di aggiornamento tra colleghi. Le materie sono legate alle problematiche di ogni contesto.

Nelle scuole pubbliche gli alunni frequentano la scuola dalle 9 alle 16 e gli alunni possono usufruire del servizio mensa. Nelle scuole private gli alunni mangiano a casa e ritornano a scuola dalle 14 fino alle 16.

Le lingue usate sono l'hindi e l'inglese, oltre alla propria lingua materna se riconosciuta. I musulmani possono scegliere di studiare la lingua araba come materia aggiuntiva.
Le altre discipline insegnate sono: geografia, storia, matematica, scienze, educazione fisica (in alcune scuole è vincolata alla presenza delle palestre che si trovano più facilmente nelle strutture private); dalla classe 5a alla 6 a si aggiunge l'educazione musicale. La religione non è materia di insegnamento.

I compiti a casa sono quotidiani. L'orario prescolare è utilizzato per lo svolgimento dei compiti.
L'approccio metodologico è improntato a un insegnamento di tipo frontale. Raramente gli alunni lavorano in gruppo. Le discipline sono insegnate secondo attività sia orali che scritte in cui è preponderante l'apprendimento mnemonico. Il numero delle strutture scolastiche delle scuole primarie è aumentato sostanzialmente negli ultimi anni; tuttavia per alcune zone l'accessoalle scuole è compromesso ancora dall'inadeguatezza del sistema di trasporto.

Il rapporto docenti-alunni risulta talvolta sproporzionato, in particolare nelle zone rurali: a volte due soli docenti possono insegnare in un'area rurale a oltre cento alunni. Nelle zone urbane il rapporto alunni-docenti è più equilibrato anche se le classi restano numerose, di circa 30 alunni per classe. Esiste un docente per ogni materia.
Nelle scuole pubbliche statali la partecipazione delle famiglie alla vita scolastica è pressochè assente. Diversamente, nelle scuole private i genitori partecipano alle riunioni organizzate periodicamente dalla scuola, ai colloqui con gli insegnanti, ai saggi scolastici.