Adottare passo dopo passo

Haiti: Nota informativa rivolta agli Stati e alle Autorità Centrali

Treviso, 02 febbraio 2010

Il Segretariato della Conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato (la Conferenza dell’Aia), estremamente preoccupato per la tragica situazione di Haiti e per l’elevato numero di vittime del recente terremoto, desidera mettere a disposizione dei governi, delle organizzazioni internazionali e del pubblico le seguenti informazioni.

Dopo il sisma, molti minori sono stati separati dai loro familiari e potrebbero trovarsi senza riparo, nutrimento, acqua o altri beni di prima necessità. Rischiano anche di divenire oggetto di adozioni illegali, rapimenti, vendita e traffico.

La principale preoccupazione è la sicurezza di questi minori e al momento si sta valutando la questione riguardante l’eventuale necessità di farli evacuare. Non bisogna tuttavia confondere evacuazione e adozione internazionale, essendo questa una misura più radicale che cambia il legame di affiliazione di un minore. Le adozioni dovrebbero sempre essere effettuate nell’interesse superiore del minore e nel rispetto dei suoi diritti fondamentali. È necessario vigilare affinché si rispettino tutte le garanzie per impedire, in particolar modo, il rapimento, la vendita o il traffico di minori.

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei minori (UNCRC) stabilisce principi chiari per la tutela di tutti i minori. Inoltre, la Convenzione del 29 magio 1993 sulla protezione dei minori e sulla cooperazione in materia di adozione internazionale tutela i minori e le loro famiglie dai rischi di adozione illegale, irregolare, prematura o predisposta male all’estero. Tale convenzione rafforza la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei minori (art. 21).

Haiti aderisce alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei minori (UNCRC), mentre non è parte della Convenzione dell’Aia del 1993 sull’adozione internazionale. Tuttavia nel 2000 la Conferenza dell’Aia ha adottato una Raccomandazione che invita agli stati partecipanti ad applicare gli standard e le garanzie contenute nella Convenzione, in tutte le misure possibili, alle adozioni internazionali effettuate con quegli Stati che non hanno ancora aderito alla Convenzione. Più di 80 Stati, compresa la maggior parte dei Paesi di accoglienza, sono parte di questa Convenzione. Di conseguenza, nonostante Haiti non aderisca alla Convenzione dell’Aia del 1993, tutti i Paesi di accoglienza dovrebbero applicare tali norme e tali garanzie.

La Conferenza dell’Aia desidera mettere in evidenza le seguenti questioni riguardanti i minori colpiti dal terremoto di Haiti:

1. Adozioni internazionali e minori sfollati


Nel 1994 la Conferenza dell’Aia, in consultazione con l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR),  ha adottato una Raccomandazione che invita gli Stati –aderenti o meno alla Convenzione del 1993- ad essere particolarmente vigili, al fine di prevenire irregolarità che possono emergere nel quadro delle adozioni transfrontaliere di minori rifugiati e di minori che, a seguito di perturbazioni verificatesi nei loro Stati, vengono sfollati all’estero.

Alla luce di tale Raccomandazione, è chiaro che in una situazione di catastrofe come quella generata dal terremoto, gli sforzi volti a riunire un bambino sfollato con i suoi genitori o parenti devono essere prioritari. I tentativi prematuri e non regolamentati di organizzare l’adozione di questi minori all’estero dovrebbero essere evitati.

2. Accelerare le pratiche di adozione internazionale di minori


Un gran numero di Paesi di accoglienza sta attualmente prendendo in esame la necessità di accelerare il trasferimento di minori oggetto di procedure di adozione internazionale ad Haiti. Le pratiche in corso possono trovarsi in fasi diverse:

Se la sicurezza del minore richiede che venga evacuato nelle zone limitrofe o fuori di Haiti, e se non esiste nessun altro modo per garantire la tutela del minore, allora si giustifica l’adozione di disposizioni per le quali il minore viene trasferito in un altro luogo, per una durata di tempo limitata e fino a che la situazione non si stabilizza. Qualsiasi decisione relativa all’evacuazione di un minore deve essere fondata nel rispetto della sicurezza del minore e non deve essere confusa con il procedimento di adozione.

Una catastrofe umanitaria come questo terremoto non deve essere una ragione  per  eludere  le  garanzie essenziale di un’adozione.

In virtù della Convenzione dell’Aia del 1993, la decisione di affidare un minore alle cure dei suoi futuri genitori adottivi è sottoposta a delle severe condizioni. Le autorità statali dovrebbero accettare il fatto che l’adozione è perseguibile legalmente. Questo implica che tutte le condizioni previe all’adozione sono state adempiute (ad esempio, che il minore sia adottabile, che esista prova dei consensi richiesti e che i futuri genitori adottivi siano giudicati qualificati e adatti ad adottare) e che non esiste alcun ostacolo giuridico all’adozione del minore. Inoltre, deve essere stata accordata un’autorizzazione che permetta al minore di entrare e soggiornare in modo permanente nel Paese di accoglienza.

La prudenza è d’obbligo, al fine di evitare una situazione nella quale il minore verrà collocato presso i suoi futuri genitori adottivi dove si comincerebbe il procedimento di attaccamento e di integrazione, e poi si interromperebbe a causa di barriere giuridiche o irregolarità. Questo causerebbe un danno al minore e metterebbe i futuri genitori adottivi in condizioni di stress.

Queste considerazioni si applicano altresì in una situazione di crisi. Infatti, in una situazione come quella sopraggiunta ad Haiti, dove i servizi di soccorso e di tutela dell’infanzia non funzionano più, il pericolo che l’adozione comporti dei “rischi” è ancora più elevato. Pertanto, in queste situazioni tragiche, l’accento deve essere posto innanzitutto sulla tutela del minore piuttosto che sull’adozione.

Un approccio coordinato tra i Paesi di accoglienza, così come tra le organizzazioni internazionali e le ONG, permetterebbe di trovare una soluzione comune. A questi minori devono essere portati aiuti umanitari e soccorsi, e anche agli altri minori che si trovano ad Haiti.

La Conferenza dell’Aia si tiene a disposizione delle autorità interessate al fine di fornire loro assistenza e consulenza in queste materie. Vogliate contattare il Segretari generale aggiunto della HCCH (Conferenza dell’Aia) il signor William Duncan o il segretario dell’Ufficio permanente, la signora Jennifer Degeling [+31703633303 o all’indirizzo secretariat@hcch.net ].

Informazioni più dettagliate relative ai suddetti strumenti sono disponibili sul sito della Conferenza dell’Aia < www.hcch.net >, nella rubrica <> (Spazio adozione internazionale). La Raccomandazione sopra citata è disponibile sotto << Documents relatifs à la Commission Spécial de 1994 >> (Documenti relativi alla Commissione speciale del 1994).

20 gennaio 2010

La Conferenza dell’Aia è un’organizzazione intergovernativa istituita nei Paesi Bassi che ha l’obiettivo di armonizzare le regole di diritto internazionale privato. È formata da 68 Stati membri e da una organizzazione (Unione Europea). Inoltre, più di 130 Stati aderiscono a una o più convenzioni dell’Aia. L’organizzazione mira essenzialmente a gettare dei ponti tra i diversi sistemi giuridici, rispettando la loro diversità. In questo modo rafforza la sicurezza giuridica dei soggetti privati – un ruolo essenziale nell’epoca della globalizzazione, dove sono necessarie regole e principi orientativi. 


Traduzione a cura del progetto Veneto Adozioni.


Fonte:

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