Adottare passo dopo passo

La situazione dell'infanzia nel Paese

Delineare la condizione dei minori in Cambogia è impresa ardua se si considera che il reperimento di dati risulta particolarmente difficile. I censimenti sono ancora svolti sotto la supervisione di organizzazioni internazionali come l’Agenzia delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) o il Fondo delle Nazioni Unite per il sostegno alle Popolazioni (UNPFA), fatta eccezione per il Ministero della Salute che è il solo a possedere un sistema informativo di raccolta dati e a diffonderli ufficialmente . Queste lacune sono tanto più evidenti, quando si parla di settori particolari come i disabili o minori in particolari situazioni di difficoltà.

I bambini e la salute
La Cambogia ha il più alto tasso di mortalità infantile nella regione. Le cause di un così alto tasso di mortalità sono riconducibili a malattie la cui prevenzione e cura sarebbero possibili con semplici vaccini e medicinali. 
Oltre a questo ci sono altri fattori che impediscono di combattere efficacemente l’alto tasso di mortalità infantile, tra cui possiamo citare lo stato di salute precario delle donne incinta , la difficoltà di quest’ultime di accedere ad un servizio sanitario adeguato , che spesso non è preparato neanche nella gestione delle complicazioni pre e post natali.

Per agire sul fronte sanitario sono state intraprese una serie di attività quali le campagne di vaccinazione che hanno dato risultati incoraggianti sul tetano e morbillo. La vaccinazione contro l’epatite B è stata eseguita su scala nazionale.
La Cambogia non ha presentato casi di polio dal 2000 . 
Tali azioni sono state condotte da organizzazioni internazionali quali l’UNICEF per sopperire alle precarie condizioni del sistema sanitario nazionale. In Cambogia , infatti, il sistema sanitario nazionale è affiancato da strutture private, parimenti inaccessibili ai più. La situazione si fa più problematica quando si prende in considerazione l’accesso alle cure sanitarie da parte della popolazione rurale.

Solo il 4% dei bambini che vivono fuori Phnom Pehn, infatti, riesce a raggiungere gli ospedali della capitale , a causa della lentezza dei mezzi di trasporto. Altro fattore che condiziona l’accesso è l’alto costo delle cure ospitali ere. Inoltre, il paese non dispone di un adeguato numero di ospedali specializzati. I pochi ospedali generici esistenti non dispongono né dei macchinari necessari, né di un personale adeguatamente formato, tanto meno dei medicinali più appropriati e più comuni.

Altro fattore che aggrava le precarie condizioni di salute è lo stato diffuso di denutrizione e malnutrizione tra i più piccoli. Infatti, il 45% dei bambini mostra segni di malnutrizione di media o anche grave entità.

La situazione sanitaria dei minori cambogiani, quindi, risulta essere molto critica, particolarmente se riferita alle aree rurali.

I bambini e l’educazione
L’educazione è uno dei settori in cui il Governo cambogiano ha cercato di essere più attivo, grazie anche alla collaborazione di molte organizzazioni non governative internazionali. Di fatti, il diritto all’educazione è garantito a livello costituzionale (art. 68). Secondo i dati Unicef, il 90% delle bambine e il 93% dei bambini è iscritto alla scuola primaria.

Benché il tasso di scolarizzazione sia così alto, esiste un’elevata percentuale di abbandono scolastico, caratterizzata da una forte disparità tra i due sessi. Inoltre, l’alto tasso di ripetizioni delle classi fa sì che si impieghi quasi dieci anni per portare a termine il ciclo primario, obiettivo raggiunto solo da meno della metà degli studenti.

Una delle cause dell’abbandono scolastico è l’onerosità di far frequentare la scuola ai loro figli per molte famiglie che devono coprire costi come materiali scolastici e divise. 
Infatti, molte scuole chiedono agli studenti di pagare delle piccole cifre con varie finalità, aggirando quelle che sono le disposizioni costituzionali secondo cui lo Stato deve fornire un’istruzione primaria e secondaria gratuita, attraverso scuole pubbliche, per almeno nove anni. Il Governo detiene un budget limitato per l’istruzione riducendo i salari degli insegnanti ai limiti di sussistenza.

Il fenomeno dell’abbandono scolastico è aggravato dalla diffusa opinione tra molti genitori che mandare i figli a scuola equivalga a sottrarre risorse aggiuntive per il sostentamento dell’intera famiglia. Questa opinione è tanto più radicata quanto spesso la realtà delle famiglie sia caratterizzata de condizioni di estrema povertà.

Lo sfruttamento del lavoro minorile
La cultura cambogiana tradizionalmente valorizza e promuove il valore del lavoro dei minori. Al valore socio-educativo, generalmente accettato, si è sovrapposto l’indiscriminato sfruttamento dovuto alla diffusa povertà e a un sistema anagrafico scarsamente usato.

Tra le forme più comuni di lavoro minorile ritroviamo infatti il lavoro agricolo , il lavoro domestico, il lavoro di strada legato alla vendita e servizi di vario tipo. Molti sono i minori che lavorano per la fabbricazione di prodotti tessili destinati all’esportazione e di materiale edilizio . Nella maggior parte dei casi si tratta di lavoro non salariato dell’economia informale cambogiana. 
La condizione dei minori rispecchia il quotidiano della famiglia e della comunità di appartenenza, dove si lavora per pochi riel al giorno in cambio di vitto e alloggio.

Lo sfruttamento sessuale dei minori a fini commerciali (SSCM)
Lo sfruttamento sessuale dei minori a fini commerciali , d’ora in avanti SSCM, è uno dei più grandi problemi che affligge la Cambogia. Il fenomeno è particolarmente grave se si prendono in considerazione due diverse forme: la prostituzione minorile e il traffico di minori finalizzato allo sfruttamento sessuale. Grazie ad un’ampia copertura della stampa che si è occupata dei casi di alcuni star britanniche ed americane, la Cambogia è diventata tristemente nota per il fenomeno della prostituzione minorile.

Molti collegano l’inizio del SSCM con l’arrivo dei funzionari delle Nazioni Unite nel Paese nel 1993. La povertà e le disuguaglianze sociali causate dalla guerra hanno dal canto loro contribuito all’aumento della prostituzione minorile. Le vittime provengono per lo più da famiglie che versano in condizioni di povertà, come è confermato dall’Ufficio Cambogiano delle Donne e degli Affari sociali. All’aumento dello SSCM fa eco una diffusione del HIV/AIDS in tutta la regione . Secondo la comune percezione, infatti, le giovanissime non possono aver ancora contratto l’HIV/AIDS e questo stimola la domanda.

La prostituzione minorile è un problema diffuso e particolarmente visibile in città quali Siem Riep, Sihanoukville e Phnom Penh . Negli ultimi anni inoltre, sebbene il fenomeno non sia diminuito, le sedi e le forme di questo sfruttamento si sono lentamente spostate in karaoke bar, in nightclub, saloni per i massaggi e ristoranti.

Il traffico di minori finalizzato allo sfruttamento sessuale colpisce la Cambogia, che è sia paese di origine per flussi verso Corea, Malesia, Taiwan e Stati Uniti, paese di transito e a paese di destinazione finale. Si pensi alle minori vietnamite vittime di traffico e costrette a prostituirsi in Cambogia.

Il fenomeno della pedopornografia è considerato, invece, un problema minore rispetto al traffico e alla prostituzione minorile.

I bambini senza famiglia e l’adozione internazionale
Come precedentemente accennato, la guerra civile e l’instabilità politica hanno causato la perdita di molti dati, in special modo relativi alla registrazione delle nascite. Questo ha comportato che molti bambini sono sprovvisti di un certificato di nascita. Il numero di registrazioni è così basso anche per delle disfunzioni amministrative e l’assenza in concreto di un meccanismo amministrativo a livello centrale che permetta di raggiungere anche le zone più remote, in genere le aree più rurali, che non sono sensibilizzate sulla necessità di registrare le nascite.

In concreto, i "libri di famiglia" sono usati in assenza di un registro delle nascite, ma non costituiscono un valido strumento per avere tutti i dati necessari. A questo è affiancata la possibilità di avere carte di registrazioni della nascita anche successivamente all’evento, senza limiti temporali e sono ufficialmente riconosciute.

Dagli inizi degli anni ’90 la Cambogia ha iniziato ad essere interessata dal fenomeno delle adozioni nazionali. Tuttavia, nel 1996 si è avuto un blocco della adozioni dovuto alla necessità di adottare una legge sulle adozioni. Successivamente, seppur in assenza di una legge, le adozioni sono riprese e nel corso degli anni nuovamente bloccate. Recentemente, nel 2004 la Francia e l’America hanno deciso di sospendere le adozioni in Cambogia, a causa di situazioni critiche correlate alla possibile corruzione della burocrazia locale.

Le adozioni sono state inizialmente regolate dal IV Capitolo della Marriage and Family Law del 1989.

Secondo organizzazioni non governative locali quali NGO Committee on the Rights of the Child - Cambodia , questa legge presenta comunque alcune carenze, in particolare non è conforme ai principi della Convenzione Diritti dei Minori. In effetti, non prevede che il minore sia seguito successivamente all’adozione, attraverso un’apposita assistenza. Inoltre, non mette a fuoco quelli che sono gli interessi fondamentali del minore. In questa legge non é fatto alcun esplicito riferimento alla natura non lucrativa dell’adozione così come non esiste un controllo sugli intermediari.

Gli attuali riferimenti giuridici sono:

1. Il Sub Decree n. 29 ANK/BK (March 2001) "the Adoption of Orphan Baby or Child by a Foreigner".

2. La CRC 1989 (ratificata nel 1992, senza riserve).

3. La Convezione dell’Aja del novembre 1993, entrata in vigore il 1/8/2007 (la Cambogia non e’ stato membro della Conferenza dell’Aja).

Secondo i regolamenti stabiliti per gli Stati non membri della Conferenza di Diritto Privato Internazionale, che aderiscono alla Convenzione, gli Stati contraenti possono sollevare obiezioni. Nel caso della Cambogia hanno sollevato obiezioni: la Germania, l’Olanda e la Gran Bretagna.

Germania

Conformemente all’art.44, pgf 3 della Convezione, la Repubblica Federale di Germania, con la presente solleva obiezione all’adesione del regno di Cambogia. Si riserva tuttavia il diritto di ritirare questa obiezione.

Olanda

Il Regno dei Paesi Bassi formula un’obiezione all’adesione della Cambogia alla Convezione finchè non sarà chiaramente stabilito che la procedura di adozione là è conforme alle norme internazionali.

Regno Unito

Conformemente all’art.44, pgf 3 della Convezione, il Regno Unito solleva obiezione all’adesione del Regno di Cambogia in materia di Regno Unito, Irlanda del Nord e Isola di Man e dichiara che l’adesione della Cambogia non avrà effetto nei rapporti con il Regno Unito.

Sono attualmente in elaborazione:

1. Un draft della nuova adoption law, elaborato con l’assistenza di UNICEF e Ong presenti in Cambogia. I tavoli di lavoro e di discussione si sono svolti già a partire dal 2001.

2. Un draft del Cambodian Civil Code, elaborato con l’assistenza della Cooperazione Giapponese.

3. Un draft del Codice Penale, elaborato con l’assistenza della cooperazione francese.

L’adozione internazionale, istituto di recente applicazione, è stata regolamentata dal Decreto Ministeriale N° 29 S.E. del 14 marzo 2001.

L’Autorità compente è sempre il Ministero Affari Sociali, Lavoro, Formazione Attitudinale e Riabilitazione Giovanile – MOSALVY - a Phnom Penh, che ha sviluppato alcune procedure per regolare le adozioni internazionali. La mancanza di regole certe e quindi il non essere in una piena affermazione dello Stato di diritto lascia il fenomeno dell’adozione esposto al pericolo della corruzione, oltre che consegnare i minori a una constante vulnerabilità allo sfruttamento ed al traffico di esseri umani.

L’ufficio adozioni del MOSALVY fornisce delle linee guida per le adozioni internazionali, comprese nel Decreto Ministeriale, attualmente in vigore, del 201. La presentazione della propria candidatura richiede molti documenti di accompagnamento da depositare presso l’Ufficio delle adozioni, che successivamente, procederà a decretare l’adozione definitiva del minore. È sempre lo stesso ufficio che si deve occupare del rilascio del passaporto per i bambini adottati. Si deve tuttavia sottolineare che a causa delle scarse risorse l’ufficio non è in grado di seguire la famiglia anche nei momenti successivi l’incontro con il minore, attraverso un adeguato monitoraggio della situazione.

Tuttavia, specialmente a livello locale, la situazione evidenzia una mancanza di accordi istituzionali e delle lacune legislative che rendono certamente la situazione non di facile gestione e controllo.

Requisiti aspiranti genitori adottivi

- gli aspiranti genitori adottivi, se sposati, devono avere tra i 25 e 55 anni. In caso di single, l’età deve essere tra i 40 e i 50 anni;

- non è possibile adottare più di 2 bambini;

- l’adozione è concessa a coppie che non abbiano figli o non più di due.

I minori che possono essere adottati:

- devono essere orfani di età non superiore agli 8 anni;

- devono vivere sotto la tutela di un orfanotrofio pubblico o altri centri di accoglienza per minori, autorizzati dal Ministero degli Affari Sociali, Lavoro, Formazione Attitudinale e Riabilitazione Giovanile;

- devono risiedere presso uno degli Astuti / Centri di cui sopra da almeno 3 mesi prima dell’adozione;

- devono possedere un certificato di nascita rilasciato dall’Ufficio di Stato Civile;

- devono avere un certificato medico che attesti lo stato di salute, rilasciato da un medico competente, esercitante le sue funzioni in un ospedale pubblico o altra struttura privata, ma riconosciuta dallo Stato.

I minori ospiti in Istituti nella zona della capitale o in Province distanti da Phnom Penh, devono, per poter essere adottati, essere inseriti nella debita lista del Ministero Affari Sociali e la proposta di abbinamento dovrà essere accettata dalla coppia richiedente l’adozione, avendo il diritto di incontrare il minore prima di decidere se procedere con l’adozione.

Non avendo ancora la Cambogia ratificato la Convenzione de l’Aja, seppur firmata la stessa all’inizio del 2007 e non essendo ancora stata preposta un’Autorità centrale, la proposta di abbinamento è corredata da scarne informazioni sanitarie; dati biografici del minore e status giuridico, certificato medico con risultati dei test HIV, sifilide, epatite B e C.

Inoltre, dal punto di vista, psico-sociale e storia pregressa dei minori, non esiste alcuna relazione in merito. A tale proposito, si intende sottolineare la criticità di tale procedura che richiede una preparazione da parte delle coppie alla gestione di pochissime informazioni, a volte, anche non così attendibili. Si pensi, in particolare, all’età presunta e alle effettive discrepanze riscontrate tra l’età dichiarata e quella reale ( in alcuni casi, discrepanza che hanno anche superato l’anno ) altro nodo problematico di questo Paese, nel quale culturalmente non è ancora così usuale l’iscrizione all’Anagrafe delle nascite e non sempre possibile ottemperare a questa prassi in considerazione della realtà sociale, altamente rurale, ove non sempre esiste l’Ufficio Anagrafe.

Lo stato di abbandono dei minori, attualmente, risulta certificato dai Direttori dell’Istituto e dal Capo-Villaggio che, di norma, si prende cura dei bambini nel primo momento successivo al ritrovamento o abbandono degli stessi. Nel caso in cui, da verifiche ulteriori che i Referenti locali possono intraprendere, ove possibile, emergessero informazioni dubbie sullo stato di abbandono, su eventuali possibilità di reinserimento familiare o sul persistere di vincoli familiari, affettivi molto forti, l’Ente può e deve farsi carico di segnalazioni precise alle Autorità locali.

A questo proposito, si precisa che al momento l’Ente straniero non risulta riconosciuto in ambito dell’adozione internazionale e non viene richiesto specifico Accreditamento per procedere con le pratiche di adozione. E’ altrettanto vero, però, che le Associazioni, ONG, Agenzie straniere, per poter operare in Cambogia anche a livello di cooperazione internazionale devono essere riconosciute dal Ministero Affari Sociali – MOSALVY – in qualità di Ong locale e a questo fine, deve poter dimostrare precedente attività in ambito di progetti di cooperazione internazionale e strutture organizzate, con staff competente e qualificato in materia dell’infanzia. Dal punto di vista della legge cambogiana, l’adozione internazionale si configura una procedura tra la coppia e l’Autorità locale.

Situazione dell’abbandono

In Cambogia, i bambini vengono ritrovati o abbandonati per strada o presso i Villaggi. Inizialmente ed esclusivamente in modo temporaneo, il Capo Villaggio si fa carico del loro sostentamento, ma successivamente, in mancanza di risorse alimentare ed economiche sufficienti, ne denuncia l’abbandono agli Istiuti / Centri di Accoglienza. Solo in questa fase, inizierà concretamente l’iter di resa di adottabilità dei minori.

L’abbandono è strettamente correlato alla situazione sociale di questo Paese, di estrema povertà e di altissima percentuale di disgregazione familiare. Il numero dei figli è elevato e le precarie condizioni sociali ed economiche rendono altamente diffuso l’abbandono dei minori, che spesso rischiano di cadere nel circuito del traffico o sfruttamento minorile.

I bambini nati fuori dal matrimonio sono, tutt’oggi, motivo di forte discriminazione all’interno della comunità locale, che non concepisce e non accetta tale situazione, emarginando sotto tutti i punti di visti la madre ed il neonato.

Inoltre, a causa dell’altissima presenza di ammalati di HIV, molto bambini sono orfani o comunque presto predestinati a diventarlo.

In altri casi, anche in presenza di genitori / nonni o altro parente della famiglia allargata, che dichiarino la non possibilità di farsi carico del minore di fronte all’Autorità locale, in alcuni casi, seppur remoti, di fronte al Giudice di un Tribunale locale e il consenso all’adozione, lo stato di adattabilità sarebbe comprovato e renderebbe possibile la prosecuzione con l’adozione internazionale.

Per certificare lo stato di abbandono, l’Autorità cambogiana emette un avviso pubblico di ricerca dei genitori o di altro componente familiare che possa farsi carico della tutela del minore abbandonato o ritrovato. La procedura di adozione potrà essere attivata solo dopo il termine di 3 mesi dal momento della pubblicazione dello stesso; successivamente cesserà il diritto legale della famiglia nei confronti del minore.

Realtà degli istituti

In Cambogia, i minori che vivono temporaneamente o definitivamente in Istituto, non sono suddivisi per fascia d’età e/o per sesso, come accade invece in altri Paesi. Non si può, quindi, non pensare a certi rischi legati inevitabilmente alla promiscuità sessuale – come d’altronde lo stesso accade all’interno delle famiglie povere, considerando che la vita familiare, diurna e notturna di un intero nucleo composto da adulti e 3 o più minori viene condivisa in una unica stanza –

Deve essere, altresì, rilevata una buona attenzione all’infanzia e ai loro bisogni. Di norma, i bambini più piccoli, ma non solo, vengono accuditi da una figura femminile "maman" che risulta essere un riferimento psico-affettivo importante per i bambini. La "maman" si prende cura, solitamente di un ristretto numero di bambini.

Certamente, le situazioni variano notevolmente da Istituto ad Istituto, in base anche alle risorse economiche, che se solamente di fonte Statale sono veramente irrisorie ( si tratta di circa 12,5 $ per bambino al mese ) oppure se anche di altra fonte privata, per es. con finanziamenti di progetti di cooperazione mirati, che permettano di aiutare le strutture ed aumentare il numero di personale addetto e/o migliorare la formazione dello stesso, pensando ai diritti basilari dei minori.

Documenti necessari per inoltrare la domanda di adozione:

 

- Certificato di nascita dei richiedenti

- Certificato di matrimonio della coppia richiedente

- Casellario Giudiziale, in cui risulti che non hanno precedenti penali.

- Certificato riguardante il reddito, rilasciato dal datore di lavoro, nella quale risulti la data di assunzione e stipendio corrisposto, con equivalente in dollari.

- Tre lettere di referenza rilasciate da persone che conoscono i richiedenti come coppia, dichiarando di essere a conoscenza del progetto adottivo e ritenerli idonei all’adozione.

- Certificati medici che indichino chiaramente il buono stato di salute

- Decreto d’Idoneità rilasciato dal Tribunale dei Minorenni.

- Relazione psico-sociale

- Domanda di adozione al Primo Ministro del Regno di Cambogia con impegno all’invio delle relazioni post adozione dopo l’arrivo in Italia del minore.

Tutti questi documenti devono essere prodotti in originale, opportunamente legalizzati, tradotti in inglese ed inoltrati, attraverso l’Ente che rappresenta la coppia all’Ambasciata italiana a Bangkok (Thailandia). L’Ambasciata dovrà controllare l’autenticità della documentazione ed allegare propria Nota Verbale al fine che i Ministeri cambogiani possano accettare la domanda di adozione e accoglierne il deposito, attraverso il Referente locale.

La documentazione relativa all’adozione deve essere presentata al Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale attraverso l’Ambasciata Italiana a Bangkok ( Thailandia ). Il Ministero esamina il dossier entro 15 giorni; se i documenti non fossero completi, il Ministero ha la facoltà di respingere la domanda o di chiedere ulteriori integrazioni / aggiornamenti ai richiedenti. Successivamente alla verifica della documentazione, il Ministero Affari Esteri dovrà far pervenire al Ministero Affari Sociali una lettera con il proprio parere, accompagnata da tutta la documentazione dei richiedenti.

Entro successivi due mesi, il Ministero Affari Sociali dovrà accertare che le condizioni dei richiedenti siano rispettate e inoltrare la documentazione con lettera contenente il proprio consenso a procedere all’Ufficio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, che risponderà entro 15 giorni nuovamente al Ministero Affari Sociali.

Solo dopo quest’ultimo passaggio, i coniugi saranno invitati a recarsi all’estero per conoscere il minore, attraverso l’Ambasciata del Paese dei richiedenti, e l’Ente autorizzato per quanto riguarda l’Italia.

Dopo l’abbinamento, che la coppia riceve tramite l’Ente, dovrà essere dato formato consenso scritto da parte dei coniugi al ministero Affari Sociali.

In Cambogia, il provvedimento di adozione, rilasciato dal Ministero Affari Sociale è un certificato amministrativo e non giudiziario. Questo significa che la coppia, recatasi all’estero per la conoscenza del minore, avrà la tutela giuridica del minore, dopo una "Cerimonia" presso il Ministero. Non è richiesto un periodo di conoscenza e/o convivenza con il minore all’estero. La procedura locale, dopo il primo incontro con il minore in Istituto è variabile, in base alle tempistiche dei Ministeri per la preparazione dei documenti di adozione del minore e relative traduzioni. Di norma, però, si tratta di una permanenza breve, di circa 2 settimane a Phnom Penh, alle quali le coppie devono aggiungere ulteriori 10 giorni circa, necessari per ricevere le legalizzazioni consolari da parte dell’Ambasciata Italiana. Questo richiede un ulteriore viaggio a Bangkok, non essendo prevista Rappresentanza diplomatica italiana in Cambogia.

Successivamente, l’Ente autorizzato potrà richiedere alla CAI – Commissione Adozioni Internazionali – il Nulla Osta di autorizzazione all’ingresso e residenza permanente in Italia del minore. Come ultimo passaggio, l’Ambasciata Italiana rilascerà il Visto sul passaporto cambogiano del minore per il rientro in Italia.

Per quanto riguarda l’applicazione del principio di sussidiarietà, è da evidenziare come non vi siano, da parte del Governo Cambogiano, azioni finalizzate alla realizzazione di affidi, adozione nazionale e altri interventi alternativi di sensibilizzazione e supporto economico alle famiglie locali, che certamente, stante la situazione economica così precaria, non potrebbero proporsi in adozione nazionale.

La sussidiarietà è certificata su specifica richiesta dell’ente interessato.

L’Adozione Internazionale risulta, quindi, essere la prima opzione considerata per gli orfani e/o abbandonati. Per questo motivo, è ancora più necessario ed indispensabile l’intervento capillare degli Enti italiani e Ong straniere, al fine di poter intervenire preventivamente all’abbandono dell’infanzia con precisi e specifici progetti di cooperazione, da intraprendere in collaborazione con le Autorità locali.

Le relazioni post-adozione sono richieste fino al compimento del 18° anno d’età del minore e devono essere presentate, una volta, l’anno, al Ministero Affari Sociali.

Le organizzazioni autorizzate che intendano operare in questo Paese, in modo trasparente e nel pieno rispetto delle regole non possono che operare sempre con grande cautela, prevalentemente negli Istituti nei quali sono presenti con interventi di cooperazione e/o con i quali, nel tempo, si sia costruito un tale rapporto di fiducia e di collaborazione con lo staff locale che possa garantire una maggior forma di controllo, seppur cauta e non invadente, sullo stato di abbandono dei bambini, di volta in volta, ammessi al centro.

Il Governo Cambogiano sta lavorando per la formale ratifica della Convenzione de l’Aja e, quindi, al necessario studio di una legge che sia lo strumento adeguato di ratifica della stessa. Sembra verranno apportate diverse modifiche tra le quali l’innalzamento dell’età dei bambini adottabili ( dagli attuali 8 anni ai 12 ). Dovrà essere composta un’Autorità centrale, di competenza del Ministero Affari Sociali, che risulterebbe il Ministero di competenza, come attualmente. In attesa di tale legge, potrebbe essere emanato, in tempi più brevi un nuovo Sotto Decreto, in sostituzione di quello attuale, che dovrebbe prevedere, tra le altre modifiche, un tempo più lungo di inserimento in Istituto rispetto ad oggi ( dagli attuali 3 mesi ai 6 ), che accerterebbe ulteriormente l’abbandono, requisiti diversi rispetto all’età degli aspiranti genitori adottivi, richiesta di accreditamento degli enti autorizzati stranieri, che sinceramente viene fortemente auspicata al fine di un maggior controllo ed intervento diretto sulle procedure di adozione, che attualmente presentano, di certo, elementi di criticità.

 

Le convenzioni internazionali recepite dal paese , con particolare riferimento ai diritti dell’infanzia

Nel quadro delle azioni intraprese dalla Cambogia per proteggere i minori ritroviamo le seguenti Convenzioni e impegni Internazionali.

La ratifica, il 15 ottobre 1992, della Convenzione ONU sui diritti dei minori del 1989 rappresenta un punto di partenza per questo Paese nella strada della salvaguardi dei diritti dei minori. Nonostante la ratifica formale, il recepimento e l’applicazione di questo documento si stanno ancor oggi sviluppando .

Su fronte delle concretizzazioni del Governo cambogiano, nel 1995 fu creato il Cambodian National Council for Children, incaricato di supervisionare l’applicazione ed il rispetto della Convenzione dei diritti dei minori, nonostante risorse e poteri limitati e la mancanza di un sistema indipendente di raccolta dati .

Relativamente alle convenzioni internazionali nell’area del lavoro minorile sono da segnalare in primo luogo la Convenzione n°138 dell’ILO del 1973 relativa all’età minima di accesso al lavoro è stata ratificata nel 1999 dal Paese ed in secondo luogo la Convenzione n° 182 del 1999 dell’ILO relativa alle forme peggiori del lavoro minorile, che è stata ratificata nel 2005. Il Governo cambogiano ha recepito solo in parte gli impegni assunti al livello internazionale. Infatti, la normativa nazionale sul lavoro stabilisce che l’età minima di accesso al mondo del lavoro sia 15 anni, ma che i minori dai 12 ai 15 anni possano svolgere mansioni leggere nel caso non siano pericolose e non influiscano sulla loro regolare frequenza scolastica a preparazione professionale. D’altro canto, la legge stabilisce secondo l’art. 177.2 che l’età minima per svolgere qualsiasi lavoro di natura pericolosa sia 18 anni e che i minori non possano essere coinvolti in lavoro notturni o sottoposti a qualsiasi altra costrizione. Queste ultime disposizioni sono sicuramente più in linea alle Convenzioni internazionali sopracitate.

Inoltre, nel settembre del 2004 la Cambogia, parte dell’Organizzazione Interparlamentare dell’ASEAN (Associazione delle Nazioni dell'Asia Sud-Orientale), ha firmato una risoluzione che richiede l’immediata azione per proteggere i minori contro le peggiori forme di sfruttamento del lavoro, per assicurare un ambiente sicuro e cure a coloro che sono stati sfruttati.

Su tale risoluzione appare necessario fare alcune considerazioni su due fronti diversi: la sfera applicativa degli impegni assunti a livello internazionale ed un sistema di controllo a livello interno del rispetto di tali impegni.

Sul primo fronte si deve segnalare che sono rimaste escluse dalle sfere di applicazione realtà produttive agricole informali, dove concretamente si concentrano le sacche di sfruttamento minorile. Il lavoro svolto all’interno dell’ambiente familiare non è stato quindi toccato dai nuovi standard accettati a livello internazionale. Inoltre, la legge nazionale non ha fornito una chiara definizione del lavoro minorile sia in termini di condizioni di lavoro, che di mansioni lavorative e rischio nel lavoro stesso. Tuttavia il Labour Advisory Council sta via via emanando normative settoriali.

Sul secondo fronte al momento il Governo non dispone né dei mezzi né delle strutture per garantire il controllo dell’applicazione delle norme sul lavoro minorile né tanto meno monitorarne gli sviluppi. Questa incertezza ne pregiudica l’effettività, andandosi a sommare alle incertezze sull’età anagrafica di cui abbiamo già parlato.

Tali considerazioni possono essere estese a tutta una serie di azioni intraprese dal Governo cambogiano , che hanno trovato la loro spinta nelle convenzioni internazionali precedentemente citate e che affrontano tematiche diverse dal lavoro minorile. Ne citiamo alcuni esempi.

La Cambogia si è impegnata a lanciare un Piano d’Azione nazionale dal titolo "Piano quinquennale contro lo sfruttamento dei Minori in Cambogia (2000-2004)", in rispetto dell’impegno assunto con la firma della Dichiarazione e Agenda di Stoccolma .

Nel 1996, l’Assemblea Nazionale cambogiana ha introdotto una normativa per abolire il rapimento, il traffico e lo sfruttamento degli esseri umani . Nonostante sia espressamente volta alla lotta del traffico di essere umani , contiene anche delle misure chiare contro la prostituzione. Al contrario mancano normative relative ai reati correlati alla pedopornografia. La legge non definisce e proibisce la prostituzione minorile, non rispettando il protocollo opzionale del 2004 ratificato dalla Cambogia. La legge che riguarda il traffico ha delle lacune evidenti, poiché criminalizza solo alcune delle attività chiave che costituiscono il traffico di minori e non comprende tutte le fattispecie. Sarà quindi necessario anche in questo caso apportare delle modifiche per rispettare gli standard internazionali. Tale legge non prende in considerazione in fenomeno della pornografia in quanto non è considerato reato possedere, produrre e distribuire materiale pornografico.

A conclusione di questa carrellata di azioni è importante ricordare che la legge cambogiana non prevede l’extraterritorialità.

Riferimenti normativi cambogiani ai diritti dei minori

La legge di riferimento approvata nel 1989 è la Law on the marriage and family.

Prima di porre in evidenza alcuni degli articoli in cui si fa riferimento ai diritti dei minori, si noti che l’aspetto dei diritti dei minori è stato preso in considerazione nella Law on Marriage and Family, in maniera trasversale e non come elemento in sé. Qui di seguito abbiamo cercato di porre alcuni articoli significativi in cui appare questa tendenza, già esplicitamente sottolineata nel primo articolo.

L’interesse del minore è funzionale a promuoverne uno sviluppo sia a livello morale che educativo, alla luce di un senso di responsabilità che la famiglia deve dare loro.

Articolo 1

In conformità agli articoli n 7 e 8 della Costituzione di Stato della Cambodia (SOC), lo scopo della Legge su Matrimonio e la Famiglia è regolare e proteggere il matrimonio e famiglia, assicurare uguaglianza degli sposi in matrimonio e famiglia, fortificare la responsabilità dei genitori nell'elevando su e prendersi cura dei loro bambini e promuovere il morale e sviluppo istruttivo di bambini per divenire il buon cittadino con un senso di responsabilità nei confronti della nazione , società e dedizione per il lavoro.

Articolo 9

Dopo lo scioglimento di un matrimonio per morte di un coniuge, annullamento di matrimonio o accordo divorzio , una donna può sposarsi di nuovo. Comunque, lei rimarrà in un periodo legale della concezione fino ad almeno 300 giorni dopo la morte di suo marito, o 300 giorni dopo il giudizio che annulla il matrimonio, o 300 giorni dopo il giudizio che sancisce definitivamente il divorzio. Nel caso in cui Corte delle Persone riconosce la separazione, il giudizio di divorzio prenderà in considerazione il periodo legale di concezione dal giorno di pubblicare tale giudizio.

Tuttavia, se la donna si sposa di nuovo prima della fine del periodo di giorni del 300, il nuovo marito sarà considerato come un naturale padre del bambino che nasce durante il matrimonio, a meno che non ci sia un’obiezione, sostenuta da evidenza dei fatti, dell’ex marito.

Articolo 27

Un bambino nato durante il matrimonio annullato dalla Corte deve essere considerato come un bambino legittimo anche se il matrimonio non è valido.

Diritti e doveri del padre e la madre nei confronti del bambino sono uguali anche in caso di divorzio.

Articolo 44

In caso di presentazione di un reclamo, la Corte Provinciale o Municipale del Popolo, se necessario, possono prendere misure provvisorie come l’emissione di una sentenza di separazione provvisoria, una sentenza relativa all’affidamento provvisorio dei minori, un ordine dell’affidamento del patrimonio, pubblicando un ordine di separazione, o un ordine riguardo ad alimenti, ed il sostentamento dei figli. In tal caso gli avvocati di entrambe le parti hanno diritto di ascoltare.

Articolo 70

In un caso di divorzio, la divisione di proprietà sarà divisa in accordo di ambo le parti.

Se non c'è accordo, ogni coniuge prende solamente le proprietà di cui era intestatario precedentemente al matrimonio, ed alcune proprietà che lo stesso coniuge aveva ricevuto in eredità, come donazione durante il matrimonio.

Oltre a questo, ogni coniuge ha il diritto di ricevere metà del patrimonio della coppia.

In speciali circostanze e secondo una richiesta di uno dei coniugi, la Corte del Popolo può dividere differentemente il patrimonio familiare prendendo in considerazione gli interessi dei minori e di chi non svolge attività lavorative esterne. Lo svolgimento di lavori domestici sarà da prendere in considerazione come lavoro esterno.

 

Articolo 72

La sentenza di divorzio sarà basata sul diritto di patria potestà per determinare chi dovrebbe ricevere la custodia dei bambini e determinare la relazione tra il padre, madre e bambini.

Articolo 73

Per gli interessi di bambini, una decisione per la quale una delle parti riceverà la custodia del minore sarà determinata in concordanza con un accordo del marito che accorda il divorzio tra i coniugi.

Secondo principi generali, il neonato che ancora necessita delle cure primarie materne deve rimanere sotto la custodia della madre. In un caso dove non c'è accordo tra le feste riguardo alla custodia dei bambini, la custodia sarà determinata dalla corte.

Articolo 74

Il padre o la madre che divorzino hanno l’obbligo di mantenere economicamente e prendersi cura dei loro figli, per garantire la loro educazione e scolarizzazione nella misura delle loro possibilità. L’ammontare del mantenimento sarà determinato secondo un accordo tra i coniugi che divorzino. In assenza di accordo spetterà alla Corte del Popolo determinare tale importo secondo le possibilità degli sposi. Il mantenimento per i bambini sarà garantito loro fino alla maggiore età.

 

Articolo 75

Il coniuge che non ottenga la custodia dei figli ha il diritto di visitare i suoi bambini. Il coniuge che ha in custodia i figlio deve rendere il più facile possibile c contatti dell’altro coniuge con i figli.

Il coniuge che non ha ricevuto la custodia dei propri figli ha il diritto di presentare ricorso in ogni momento alla Corte del Popolo per revocare l’affidamento dei figli all’altra parte in caso di violazione degli interessi dei minori.