a cura di
Dott.ssa Raffaella Pregliasco
Ricercatrice sociale esperta di adozioni intrenazionali
Per poter descrivere nei suoi caratteri generali il fenomeno delle adozioni internazionali nel contesto europeo, è necessario partire dall'analisi di dati statistici che si riferiscono ai flussi di minori in entrata ed in uscita dai Paesi europei a scopo di adozione.
I dati analizzati derivano da fonti quali:
Crescita del fenomeno
Un primo elemento da porre in evidenza è rappresentato innanzitutto dal considerevole aumento del numero delle adozioni internazionali nel periodo compreso tra il 1995 e il 2004.
Si calcola, in particolare, che tra il 1998 e il 2004 l'incremento sia quasi radddoppiato, arrivando ad una media europea del 42%, ma si rilevano grandi differenze tra Paese e Paese, con la Spagna che presenta una crescita del 273% e l'Irlanda con un crescita del 71%.
Anche in Svezia, in Norvegia, in Italia la crescita è stata forte anche se più limitata, mentre il numero di bambini entrati in Danimarca a scopo di adozione è diminuito.
Controtendenza
Il rilevante aumento nel numero complessivo di adozioni internazionali registrato negli anni 1998-2004 ha subito successivamente una forte controtendenza nel 2005 e un rapido declino nel 2006.
A partire dal 2006, infatti, tutti i maggiori paesi di destinazione dei minori presentano una forte diminuzione del numero degli ingressi.
Nello specifico, si parla del 18% di adozioni in meno nei 22 Paesi che generalmente si trovavano ai primi posti per numero di ingressi di minori anche se con forti differenze tra Paesi considerati, con un calo maggiore nei Paesi Bassi e in Norvegia.
Ciò è dovuto all'attuazione del principio di sussidiarietà contenuto nella Convenzione de L'Aja del 1993 che almeno nei Paesi da cui storicamente si adotta di più ha comportato:
Oltre all’introduzione del principio di sussidarietà è stato modificato e/o integrato il complessivo impianto normativo che regolava la materia di adozione in molti Paesi di origine.
Questo a sua volta, ha inevitabilmente portato ad un rallentamento delle procedure adottive.
Per citare qualche esempio, i nuovi criteri per l'accreditamento delle agenzie di intermediazione all'adozione introdotti dalla Federazione Russa hanno avuto l'effetto di diminuire il numero delle adozioni in molti Paesi europei ed extraeuropei di destinazione dei minori.
Anche le adozioni in Ucraina sono diminuite a causa delle numerose riforme in materia in corso; quelle dall'India continuano a decrescere in modo inversamente proporzionale rispetto all'aumento delle adozioni nazionali.
Pressione della domanda e strategie
Come rilevato dalla Conferenza dell’Aja nel rapporto conclusivo del settembre 2005, nel momento in cui la pressione della domanda nei Paesi di origine diventa troppo forte, i rischi sono quelli che si creino abusi e distorsioni delle procedure adottive condivise che possono portare ad ulteriori limitazioni alla possibilità di soddisfare la crescita della domanda.
Quello che viene auspicato è una maggiore consapevolezza delle autorità politiche in merito a tali abusi e distorsioni e la creazione di organismi di controllo e di monitoraggio.
Alcuni Paesi europei hanno individuato un meccanismo di quote per l'accesso delle aspiranti famiglie adottive all'iter procedurale finalizzato ad un'adozione internazionale come i Paesi Bassi.
In molti Paesi, tra cui l'Italia, molti Enti autorizzati hanno organizzato l'accesso ai loro servizi limitando il numero delle coppie richiedenti sulla base della capacità contenitiva dei canali esteri aperti.
Una strategia largamente adottata è quella di verificare la possibilità di aprire nuovi canali di afflusso di bambini a scopo di adozione.
In relazione a quest'ultimo intervento, va rilevato che i paesi di origine dei minori per poter essere pienamente operativi necessitano di tempi lunghi e di continue e adeguate relazioni diplomatiche nonché di complesse procedure amministrative per l'accreditamento delle agenzie chiamate a intervenire nel processo.
Di conseguenza il numero delle adozioni internazionali sarà con tutta probabilità per lungo tempo limitato e non potrà certo arrivare ad azzerare il divario con la relativa domanda di adozione.
Va inoltre rilevato che la forbice esistente fra domanda e offerta ha portato in alcuni Paesi anche al verificarsi di abusi e illegittimità che si sono tradotti, ad esempio, in un brusco aumento dei costi relativi alle pratiche di intermediazione.
Per far fronte a questa deplorevole situazione, alcuni Paesi, tra cui l'Italia, hanno determinato un'insieme di criteri per la definizione dei costi e delle spese considerati adeguati per le procedure di adozione, una sorta di tariffario minimo, idoneo ad impedire traffici e abusi. Inoltre, è stato potenziato il sistema di accreditamento, controllo e verifica dell'attività di intermediazione relativa alle pratiche adottive.
Tra le politiche istituzionali poste in essere per gestire la crescente domanda di adozione internazionale e il relativo calo degli ingressi, tendenza che al momento attuale sembra davvero destinata ad allargarsi nel tempo, deve senz'altro essere ricompresa un'adeguata attività di sensibilizzazione e di informazione dei protagonisti del fenomeno in esame, in particolare nei Paesi di destinazione, ossia i potenziali genitori adottivi.
Solo mettendoli al corrente in modo aggiornato e corretto, non distorto, di tutti gli aspetti, di natura interna e internazionale, oggi capaci di incidere su di un procedimento adottivo potremo arrivare ad una gestione partecipe dell'attuale sistema adozioni.