Nuovo Protocollo Operativo regionale per le adozioni nazionali ed internazionali
Caratteristiche del sistema regionale per le adozioni
Premessa
Il motivo che ha portato alla stesura del terzo protocollo operativo regionale per le adozioni nazionali e internazionali è costituito dall’esigenza di confermare, consolidare ed ottimizzare le scelte che nel tempo hanno contribuito a creare "un sistema integrato di servizi a favore dell’adozione" al quale si è giunti attraverso le seguenti fasi:
- la sottoscrizione del I° protocollo operativo nel 2001, al quale avevano aderito alcuni enti autorizzati;
- la sottoscrizione del II° protocollo operativo nel 2004 al quale avevano aderito alcunienti autorizzati.
Le novità del terzo protocollo operativo regionale del 2008.
PREVISIONE DI DUE LIVELLI DI ADESIONE: L’ACCORDO AGGIUNTIVO AL PROTOCOLLO OPERATIVO.
Il nuovo protocollo, a differenza dei due precedenti, prevede due livelli di adesione da parte degli enti autorizzati, in relazione alle forme di collaborazione, alla disponibilità e all’impegno richiesto nelle attività previste. L’accordo aggiuntivo al protocollo, infatti, propone un ulteriore livello di integrazione e qualità nell’offerta del sistema veneto dei servizi per le adozioni.
Esso prevede, in particolare, la possibilità per gli enti autorizzati di offrire dei servizi più qualificati nell’accompagnamento alla coppia e al minore adottato sia in Italia che all’estero, e di ottenere sostegno e promozione in tali attività da parte della Regione Veneto, che si è impegnata, appunto, a promuovere e finanziare i progetti orientati al sostegno delle attività degli enti firmatari.
All’accordo aggiuntivo possono aderire solamente gli enti autorizzati che abbiano già sottoscritto il protocollo operativo regionale e che garantiscano le seguenti caratteristiche:
- Presenza di una sede operativa nella Regione Veneto;
- Apertura della sede per almeno 20 ore settimanali, con un orario pubblico e definito, e con specifico recapito telefonico, e fax e indirizzo e-mail accessibili al pubblico, in modo tale che le richieste di informazioni o chiarimenti possano essere evase tempestivamente;
- Partecipazione continuativa alla programmazione, realizzazione e monitoraggio delle attività a favore dell’adozione, in uno o più tavoli di lavoro a livello provinciale (ai quali partecipano in forma integrata equipes consultoriali e enti autorizzati), in tutte le fasi del procedimento adottivo.
- Organizzazione di attività generali di accompagnamento e formazione continua delle famiglie durante il periodo dell’attesa e con cadenza almeno semestrale;
- Offerta di programmi di sostegno e accompagnamento del minore adottato e della sua famiglia nella fase del post-adozione e per almeno tre anni, successivamente all’ingresso in Italia del minore.
- Presenza, per le attività all’estero, di personale qualificato (in particolare psicologi, assistenti sociali, medici, pedagogisti);
- Disponibilità a realizzare forme di coordinamento e collaborazione nell’ambito di progetti di protezione e promozione dell’infanzia e di sostegno dei procedimenti adottivi promossi dalla Regione Veneto;
- Presenza all’estero, anche legata ad attività di cooperazione nei paesi di origine;
MODALITA’ INTEGRATE DI LAVORO PER OTTENERE CONTINUITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO DELLA FAMIGLIA NELLA FASE DELL’ATTESA.
Il nuovo protocollo operativo, per quanto attiene alla fase successiva al decreto di idoneità fino all’ingresso in Italia del bambino (fase dell’attesa), ha previsto modalità integrate di lavoro per garantire continuità dell’intervento rivolto alle famiglie, superando, così, un approccio dei servizi (pubblici e degli enti autorizzati) rigidamente diviso per fasi e competenze.In particolare, esso ha attribuito rilevanza all’attività delle equipe adozioni consultoriali anche in questa fase dell’attesa.
Ha previsto:
- che le equipe adozioni consultoriali, in collaborazione e coordinamento con gli enti autorizzati, realizzino una programmazione a livello provinciale che prevede attività di informazione, formazione e sostegno alla famiglia;
- che gli enti autorizzati organizzino attività di accompagnamento e formazione durante la fase dell’attesa con cadenza almeno annuale, e che tali attività possano essere organizzate dagli enti autonomamente o in accordo con le equipes adozioni consultoriali;
- che gli enti autorizzati garantiscano la disponibilità alle coppie da cui hanno ricevuto il mandato ad effettuare colloqui di aggiornamento con una cadenza almeno semestrale, e che in ogni caso forniscano tempestivamente ogni nuova informazione relativa allo stato della pratica e ad ogni situazione e/o fatto che può avere conseguenze sul procedimento adottivo in atto.
AMPLIAMENTO E RAFFORZAMENTO DELL’ATTIVITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO E SOSTEGNO NELLA FASE DEL POST ADOZIONE.
Il nuovo protocollo dà attuazione piena, concreta e stabile alle attività di accompagnamento e sostegno delle coppie, del minore e della sua famiglia, nella fase del post adozione, che erano state sino ad ora avviate nel territorio regionale soltanto in maniera sperimentale.
In particolare, divengono ora parte integrante del lavoro di accompagnamento e sostegno le seguenti attività:
- avvio di gruppi di sostegno (in tutte le modulazioni che essi possono assumere: ad esempio gruppi condotti, gruppi di auto mutuo aiuto, gruppi paralleli genitori/minori, gruppi di familiari – fratelli, nonni, gruppi di minori adolescenti adottati, ecc).
- interventi di integrazione nell’ambiente scolastico, rivolti al sostegno all’inserimento di singoli minori, ma anche interventi rivolti alla totalità dell’ambiente scolastico, quali ad esempio, interventi di sensibilizzazione o di formazione per docenti.
- Interventi di consulenza/sostegno individuali.
I CONTENUTI E LE PREVISIONI DEL TERZO PROTOCOLLO OPERATIVO REGIONALE DEL 2008
In termini di contenuti, il nuovo protocollo focalizza i seguenti temi:
- Diffusione di una cultura dell’adozione non giudicante, nella quale l’operatore del servizio territoriale e dell’ente autorizzato interpreta un ruolo di accompagnamento, guida, sostegno e indirizzo per la coppia.
- Valorizzazione della dimensione dell’accompagnamento delle coppie, dei minori e delle famiglie adottive alla scelta in tutte le fasi del procedimento;
- Individuazione di forme di verifica ed intervento che coinvolgano sia le equipes adozioni che gli enti autorizzati.