Adottare passo dopo passo

Protocollo operativo regionale

Padova, 10 luglio 2008

Novità Nuovo Protocollo operativo regionale per le adozioni nazionali ed internazionali
Caratteristiche del sistema regionale per le adozioni
Scheda sintesi

Premessa
Il motivo che ha portato alla stesura del terzo protocollo operativo regionale per le adozioni nazionali e internazionali è costituito dall’esigenza di confermare, consolidare ed ottimizzare le scelte che nel tempo hanno contribuito a creare "un sistema integrato di servizi a favore dell’adozione" al quale si è giunti attraverso le seguenti fasi:

1) la sottoscrizione del 1° protocollo operativo nel 2001 al quale avevano aderito alcuni enti autorizzati);

2) la sottoscrizione del 2° protocollo operativo nel 2004 al quale avevano aderito alcunienti autorizzati).

Le novità del terzo protocollo operativo regionale del 2008.

Previsione di due livelli di adesione: l'accordo aggiuntivo al protocollo operativo
Il nuovo protocollo, a differenza dei due precedenti, prevede due livelli di adesione da parte degli enti autorizzati, in relazione alle forme di collaborazione, alla disponibilità e all’impegno richiesto nelle attività previste.

L’accordo aggiuntivo al protocollo, infatti, propone un ulteriore livello di integrazione e qualità nell’offerta del sistema veneto dei servizi per le adozioni.

Esso prevede, in particolare, la possibilità per gli enti autorizzati di offrire dei servizi più qualificati nell’accompagnamento alla coppia e al minore adottato sia in Italia che all’estero, e di ottenere sostegno e promozione in tali attività da parte della Regione Veneto, che si è impegnata, appunto, a promuovere e finanziare i progetti orientati al sostegno delle attività degli enti firmatari.

All’accordo aggiuntivo possono aderire solamente gli enti autorizzati che abbiano già sottoscritto il protocollo operativo regionale e che garantiscano le seguenti caratteristiche:


Modalità integrate di lavoro per ottenere continuità di accompagnamento della famiglia nella fase dell'attesa

Il nuovo protocollo operativo, per quanto attiene alla fase successiva al decreto di idoneità fino all’ingresso in Italia del bambino (fase dell’attesa), ha previsto modalità integrate di lavoro per garantire continuità dell’intervento rivolto alle famiglie superando, così, un approccio dei servizi (pubblici e degli enti autorizzati) rigidamente diviso per fasi e competenze.

In particolare, esso ha attribuito rilevanza all’attività delle equipe adozioni consultoriali anche in questa fase dell’attesa. Ha previsto:


Ampliamento e rafforzamento dell'attività di accompagnamento e sostegno nella fase del post adozione
Il nuovo protocollo dà attuazione piena, concreta e stabile alle attività di accompagnamento e sostegno delle coppie, del minore e della sua famiglia, nella fase del post adozione, che erano state sino ad ora avviate nel territorio regionale soltanto in maniera sperimentale.

In particolare, divengono ora parte integrante del lavoro di accompagnamento e sostegno le seguenti attività:

 

I contenuti e le previsioni del 3° Protocollo Operativo Regionale del 2008
In termini di contenuti, il nuovo protocollo focalizza i seguenti temi:

1) Diffusione di una cultura dell’adozione non giudicante, nella quale l’operatore del servizio territoriale e dell’ente autorizzato interpreta un ruolo di accompagnamento, guida, sostegno e indirizzo per la coppia.

2) Valorizzazione della dimensione dell’accompagnamento delle coppie, dei minori e delle famiglie adottive alla scelta in tutte le fasi del procedimento;

3) Individuazione di forme di verifica ed intervento che coinvolgano sia le equipes adozioni che gli enti autorizzati.

 

Il percorso attraverso il quale la Regione Veneto é giunta creare il "Sistema integrato di Servizi a favore dell'adozione"
A) Contenuti e previsioni del 1° protocollo operativo regionale del 2001:

1) Istituzione di 26 equipe adozione all’interno dei consultori familiari costituite da almeno due assistenti sociali e due psicologi;

2) Promozione di un percorso formativo per tutti gli operatori impegnati nel percorso adottivo;

3) Nomina di 7 referenti provinciali con funzioni di costante e continuo raccordo fra le iniziative sull’adozione nazionale e internazionale attuate dalle singole aziende Ulss della stessa provincia, e di collegamento con la Regione Veneto, il Tribunale per i Minorenni gli enti autorizzati all’adozione internazionale;

4) Individuazione e definizione precisa del ruolo e delle competenze dei soggetti interessati (Tribunale, Enti Autorizzati, Regione, equipes territoriali) nel procedimento adottivo;

5) Individuazione delle forme e delle modalità di collaborazione fra i diversi soggetti;

6) Garanzie in termini di qualità e di omogeneità nell’intervento degli operatori (sia delle equipes adozioni che degli enti autorizzati) in tutto il territorio regionale;

7) Sperimentazione di percorsi di informazione e sensibilizzazione a cura delle equipes adozioni e degli enti autorizzati a favore delle coppie che intendono adottare.

B) Contenuti e previsioni del 2° protocollo operativo regionale del 2004:
1) Individuazione di modalità di gestione della fase di informazione e sensibilizzazione da parte delle equipes adozioni e degli enti autorizzati per ottenere tempi di attesa non superiori a due mesi e la riduzione dei tempi di tutto il procedimento adottivo;

2) Migliore definizione del ruolo e delle competenze dei soggetti impegnati nel procedimento adottivo (Tribunale, Enti Autorizzati, Regione, equipes territoriali), sia nella fase di sensibilizzazione e informazione che nella fase post adottiva, al fine di evitare sovrapposizioni di compiti tra gli stessi;

3) Realizzazione di modalità di valutazione, monitoraggio e vigilanza attraverso la costituzione di un "gruppo di valutazione e monitoraggio" (composto dai rappresentanti dei soggetti firmatari) e di un "gruppo di vigilanza" (composto dall’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Veneto, dal Presidente del Tribunale per i Minorenni e da un rappresentante degli enti firmatari del protocollo);

4) Coinvolgimento diretto dei Direttori Generali delle Aziende Ulss del Veneto nella realizzazione di quanto previsto nel protocollo.

Confernza stampa
Padova - Caffè Pedrocchi - 10 luglio 2008

Regione del Veneto 
Assessorato alle Politiche sociali programmazione socio sanitaria volontariato e non profit
Ass. Stefano Valdegamberi